L’ultima riga delle Favole

Tenendo il filone dell’articolo precedente, si parla nuovamento di fiabe, oh meglio si parla dell’Ultima Riga delle Favole

Come analizzato nell’articolo precedente azzardo nell’ipotizzare, che il “ Vissero per sempre felici e contenti ”  con cui le fiabe si concludono, sia qualcosa di celato che l’ardito lettore deve scoprire, tenendo presente che ogni fiaba ha un codice interno nel quale si può accedere solo se si comprende tale linguaggio, e per questo ti invito a leggere la mia recensione su un libro che tratta appunto tale argomento – Iniziazione Segreta alla Felicità

C’è da fare un appunto che lo scrittore del testo non ha tenuto conto, magari volutamente, che le fiabe e le favole sono due cose ben distinte ma per le quali si cade nell’errore di attribuire la fiaba sinonimo di favola e viceversa. La fiaba è un racconto magico di durata medio lunga, caratterizzata dalla presenza di personaggi incantati quali orchi, fate etc, mentre la favola è un genere letterario breve, composto perlopiù in versi o prosa, che ha principalmente come protagonisti animali con caratteristiche umane, contente all’interno una morale. Quindi il riferimento alla “favola” nel titolo del libro, rientra solo se teniamo conto che il romanzo all’interno ha una sua morale.

Il protagonista dell’Ultima Riga delle Favole è Tomàs, un ragazzo che come tanti, crede di non valere e di star vivendo una vita inutile e priva di un senso. Vorrebbe fortemente cambiare la propria esistenza e soprattutto trovare l’amore, ma dentro di se ha la convinzione di non possedere gli strumenti per attuare tale cambiamento. Una sera d’inverno mentre si dirigeva nella solita spiaggia, cercando di essere cullato dall’odore di salsedine che le onde rigettavano sulla battigia, viene aggredito da uno sconosciuto che lo catapulta nel mare ghiacciato, lasciandolo in balia delle onde. Tomàs lotta per quanto gli è possibile ma le forze vengono meno, ed è proprio in quel momento che giunge all’inizio della fine. Si ritrova in un luogo fuori dal tempo, convinto di star sperimentando la sua morte. Inizia così un viaggio simbolico che, attraverso una serie di incontri e di prove avventurose, lo condurrà alla scoperta del proprio talento e alla realizzazione dell’amore: prima dentro di sè e poi con gli altri.

C’era una volta – e c’è ancora – un’anima curiosa che vagava per gli spazi infiniti senza trovare un amore dentro il quale tuffarsi. Stava andando alla deriva negli abissi  di un mare di noia quando sentì pulsare qualcosa. Una luce, fatta di musica. E rimase inebetita da tanta bellezza. Disse solo una parola e si tuffò dentro di te.

Allora vi siete dimenticati di tutto e avete incominciato a vivere. Tu e la tua anima.

Per sempre felici e contenti, prometteva l’ultima riga delle favole. Invece siete finiti in una gabbia, e le sue sbarre le ha costruite il dolore. Non riuscite più a stare insieme e neppure a staccarvi. Vi trascinate senza meta sotto il peso dell’infelicità e nei vostri pensieri il futuro assomiglia a un deserto dove la nostalgia prevale sul sogno e il rimpianto sulla speranza.

Lettrice o lettore, non ti crucciare. Prima o poi – e più prima che poi – sentirai in sogno una voce di flauto.

<< Lei è la tua anima, mica un accidente. Se non te ne innamori, non amerai mai niente.>>

 

Se desideri acquistare il libro clicca qui Aquista Ora

A presto Lettore.

Hellolettore.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *